Per una rappresentazione formale del variazionismo in terminologia: due casi di studio

Seminario interno

Sin dai tempi del suo fondatore Eugen Wüster, la terminologia si è caratterizzata per un approccio fondamentalmente onomasiologico, normativo e statico, ispirato a una semiotica di stampo neopositivista: il termine, entità fondamentalmente monosemica, instaurerebbe con il concetto, entità monodimensionale, una corrispondenza univoca perfetta, indifferente a qualsiasi variazione culturale e temporale. Approcci più recenti hanno tuttavia mostrato come fenomeni variazionistici siano molto frequenti nei repertori terminologici. I termini, infatti, lungi dall’essere mere etichette, funzionano in tutto e per tutto come dei segni linguistici. Sottoposti alle stesse regole che si applicano alle lingue naturali, essi possono variare in funzione dello spazio, degli interlocutori, delle situazioni comunicative, degli scopi della comunicazione e del tempo. Alla luce di tali acquisizioni, la presente comunicazione intende illustrare delle modalità di rappresentazione formale del variazionismo terminologico, con particolare attenzione alla dimensione diacronica e culturale. Nello specifico, verranno illustrati e discussi esempi tratti dal lessico diacronico del linguista ginevrino Ferdinand de Saussure e dal lessico bilingue italiano-cinese costruito a partire dal Mappamondo di Ricci (1602) e dalla sua traduzione italiana ad opera del gesuita Pasquale d’Elia (1835).

Relatore/i: Silvia Piccini

Laureata in Lettere Classiche presso l’Università di Pisa, ha conseguito il dottorato presso la medesima Università con una tesi dedicata allo studio, in prospettiva diacronica e indoeuropea, dei valori azionali veicolati dai prefissi in lituano e degli effetti di questi ultimi sulla realizzazione argomentale. Dal 2011 è ricercatrice presso l’Istituto di Linguistica Computazionale “A. Zampolli” del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove si è specializzata in lessicografia e terminologia computazionale, realizzando, nell’ambito di progetti nazionali ed internazionali, risorse termino-ontologiche in diverse lingue (latino, greco, arabo, cinese, ebraico, italiano e francese) dedicate a diversi ambiti specialistici (astronomia, matematica, filosofia, linguistica e religione). La sua ricerca verte in particolare sulla rappresentazione formale di aspetti di variazione terminologica, con particolare attenzione all’asse diacronico e alla dimensione culturale. Continua ad occuparsi di aspetti legati alla baltistica e alla linguistica generale e, in particolare, al pensiero e all’opera di Ferdinand de Saussure. Da giugno 2018 è membro del Cercle Ferdinand de Saussure.

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