Conversazioni con la Scienza: “Dieci anni fa moriva Umberto Eco”

Ci sono autori che, anche dopo la morte, continuano a fare domande. Umberto Eco è sicuramente uno di questi. A dieci anni dalla sua scomparsa, il suo pensiero sembra aver trovato una seconda vita proprio nel luogo che avrebbe osservato con maggiore curiosità critica: il mondo degli algoritmi, dell’intelligenza artificiale e delle macchine che imparano il linguaggio umano.

Per il numero di agosto della rubrica “Conversazioni con la Scienza”, il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale (CNR-DSU) ha scelto di non chiedere semplicemente “cosa direbbe oggi Umberto Eco”, ma di seguire le tracce del suo pensiero insieme a chi, ogni giorno, lavora proprio sul confine tra linguaggio e calcolo, tra filologia e algoritmi. Ne è nata un’intervista con Federico Boschetti, ricercatore del Cnr-Istituto di Linguistica Computazionale “Antonio Zampolli” (CNR-ILC), esperto di linguistica computazionale e intelligenza artificiale applicata ai testi. La conversazione non celebra Eco come un monumento da commemorare, ma lo restituisce al suo habitat naturale: quello delle idee che continuano a provocare, a inquietare e, soprattutto, a costringerci a pensare.

Conversazioni con la Scienza” è una rubrica mensile di interviste ideata da CNR-DSU: ogni appuntamento esplora progetti e prospettive sempre nuove, offrendo uno sguardo diretto su temi che spaziano dalle discipline umanistiche alle scienze sociali, fino alla valorizzazione del patrimonio culturale. L’iniziativa punta a coinvolgere un pubblico ampio, mostrando come la ricerca possa influire concretamente sulla quotidianità e contribuire allo sviluppo della società.

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